Vignetta satirica #1

Fatta circa un annetto fa, nel periodo in cui ne sfornai davvero tante, di chicche di ‘sto genere. Non è proprio una critica alla ricerca della libertà in toto: è più basata sullo stereotipo della vita da cani: “Nasci, cresci, studi, ti diplomi, lavori, ti sposi, lavori, fai figli, lavori, lavori, muori.”, un po’ sull’utopistico “American Dream”.
La vignetta lascia un po’ l’amaro in bocca, tuttavia è disegnata con tratti volutamente stilizzati e a tratti (gioco di parole voluto) quasi comici; qualcuno la definirebbe “allegramente fatalista”.

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Sciacalli e populisti

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{22 Gennaio 2016}

In questi ultimi tempi, anche solo camminare per strada senza essere assaliti da una propaganda sciacallica e aggressiva è divenuto un’impresa. Sapere cosa c’è dietro a quelle facce che ci sorridono inquietantemente dai manifesti quando svoltiamo l’angolo della strada è un buon inizio per troncare l’apatia che aleggia ormai sovrana.
Ci sono parecchi esempi di cui valga la pena parlare, di figure ormai note ai più.
Fanno mira sulla confusione, sull’alienazione e il menefreghismo di chi si lascia catturare dall’euforia delle loro promesse; persone brave solamente a parlare e a recitare (spesso nemmeno quello), a dire quello che quella determinata fascia di popolazione vorrebbe sentirsi dire.

In questo, politici come Donald Trump, Matteo Salvini o Marine Le Pen sono maestri. Fanno leva sulla paura del diverso, additando tutto ciò che non rientra nel loro standard di “normalità” (se così si possono chiamare delle abitudini portate avanti per inerzia, che grondano marciume da ogni dove) come vero e proprio bersaglio.
Partiti che sterilizzano del tutto la voglia di cambiamento, l’opposizione e l’autonomia. Partiti costruiti interamente su slogan, frasi fatte e confusione. Incessanti propagande, che al loro interno non possiedono né progetti, né proposte serie.

Oppure semplice sciacallaggio, ovvero, approfittare della confusione di un periodo storico molto delicato per condizionare la società, con l’unico scopo di trovare sempre più elettori. Poiché per chi è privo di ogni scrupolo, è così facile approfittare dello spaesamento generale per convincere ad alienarsi dalla propria situazione, dai propri diritti. Sembra così facile non dover preoccuparsi di nulla, mentre tutto intorno cade a pezzi. Sembra così facile delegare ad altri i problemi reali, quelli che continuano ad essere ignorati.
Di sicuro non è un caso, il fatto che il Front National (il partito di estrema destra francese, capitanato da Marine Le Pen) abbia scalato le classifiche nelle elezioni regionali, ad un mese di distanza dall’attentato parigino.

Un altro esempio di politica completamente inconsistente: Donald Trump.
Sta basando la sua campagna elettorale sul “deportare gli ispanici perché sono illegali” e “rendere l’America migliore, di nuovo”, nonché sul fatto che bisogna “chiudere i confini ai musulmani”; tutto questo ammasso di idiozie, completate dalla totale assenza di nozioni di politica estera, tanto da scambiare il generale delle forze irachene Quds per un militante Curdo, in un’intervista trovabile in rete. E dopo essersi reso conto dell’enorme gaffe, ha rincasato il colpo esclamando con uno spasmo “se mi eleggerete saremo bravissimi in campo militare!” e “vinceremo così tanto che sarete stufi di vincere!”, evitando di affrontare la sua ignoranza.

Oppure un esempio che tutti noi conosciamo: la Lega Nord. Costoro predicano l’esistenza della Padania, una nazione a sè stante, “libera” dal sud. Portano avanti questa pazzia provando un’odio insensato e ingiustificabile contro chiunque non sia come loro, un “puro cittadino italiano 100% Nord”.

E da qui riparte la girandola: politici che si additano a vicenda addossandosi proprie colpe, odio ormai insito nelle abitudini di una società in declino, episodi di violenza gratuita dettati dal pregiudizio più becero, in un’ondata xenofoba che porta e porterà solamente danni.

Bleach

Ri-benvenuti nello spazio musica, nel quale apprenderete i segreti più oscuri dell’universo satan-COFFCOFF musicale, così eviterete di confondervi per la trecentoquarantesima volta sull’ordine degli album dei Fab Four. Ammettetelo. Nemmeno io sapevo se venisse prima Help o Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band prima di aver fatto una ricerca intensiva. We’re all in this together.
Oggi parlerò di un album che non molti conosceranno //vvù l’hipsteria//  uno degli album più pesanti e scazzati di sempre… Bleach!

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No, non tu, tornatene nel tuo manga a combattere Hollows.
Dicevo… Bleach!

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No, nemmeno questo. Esiste qualcosa chiamato Rock Cristiano? Sono… Boy Scout che suonano la batteria con gli Alpenstock e vanno a ritmo a codice Morse?
DICEVO. B L E A C H.

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Ecco, finalmente la candeggina che cercavo. Bleach fu’ l’album di debutto della band /Aberdeenese? Aberdeeniana? Aberdeeosa?/ Nirvana, essendo stato registrato dal Dicembre del 1988 a Gennaio del 1989 a Seattle, Washington, uscì il 15 Giugno del 1989 in America. (Vi aspettavate Nevermind o In Utero, vero? Beh… continuate ad aspettare.)
Il titolo dell’album, doveva essere inizialmente “Too Many Humans”, ma dopo aver visto un cartellone di propaganda contro l’AIDS, che intimava ai consumatori di eroina di usare la candeggina per pulire le siringhe, adottò come nome finale “Bleach”, appunto, candeggina. Beh, guardate il lato positivo: avrebbe potuto chiamarsi “Disinfettante”, o “Acqua Ossigenata” o “Preservativo”. E conoscendo Kurt Cobain, sarebbe potuta essere un’opzione valutabile.

Nonostante la casa discografica, la “Sub-Pop” aveva richiesto solo un EP, i Nirvana iniziarono a registrare l’album in una sessione di cinque ore, il 24 Dicembre del 1988. Tre delle canzoni contenute nell’album, “Floyd the Barber”, “Paper Cuts” e “Downer” erano già state registrate, con Dale Crover alla batteria. L’album fu quindi editato e preparato per l’incisione ma, tanto per rendere difficili le cose ad una band che aveva già abbastanza cose a cui pensare, del tipo “arrivare a fine mese evitando di dormire per strada”, il capo della Sub Pop, Bruce Pavitt, ordinò la completa re-sequenziazione dell’album, il che fu’ la causa di una serie di problemi economici per l’uscita di Bleach.

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#NoAllaDrogaSiAValsoia

Un chitarrista, Jason Everman, impressionato dallo stile innovativo dei Nirvana, pagò di propria tasca la fatturazione di circa $600 del produttore discografico Jack Endino, e fu’ accreditato come chitarrista nell’album, nonostante non abbia suonato nelle registrazioni, come Krist Novoselic, il bassista, spiegò in seguito “Volevamo semplicemente farlo sentire a casa nella band”.

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Adesso, voi starete aspettando sbavanti davanti allo schermo quando inizierò a descrivere quanto profondi e significativi possano essere i testi delle canzoni, ma, hey, sorpresa. Quasi l’80% dei testi furono scritti da Kurt Cobain la notte prima delle registrazioni, quasi completamente a casaccio, sentendosi letteralmente scazzato. Ecco la citazione di Kurt su questo: “Quando scrivo una canzone, il testo è la cosa meno importante. Posso spaziare tra due o tre argomenti diversi in una canzone e il titolo potrebbe anche non significare assolutamente nulla. A volte cerco di rendermi le cose più difficili, soltanto per provare a sentirmi più arrabbiato. Provo un po’ di cose del subconscio, credo, come i conflitti con altre persone. La maggior parte dei testi di Bleach riguardano la mia vita in Aberdeen.”

Ed ecco la lista delle traccie:

1-Blew 
2-Floyd the Barber 
3-About a Girl 
4-School 
5-Love Buzz 
6-Paper Cuts 
7-Negative Creep 
8-Scoff 
9-Swap Meet 
10-Mr.Mustache 
11-Sifting 
12-Big Cheese 
13-Downer
Per un totale di 42:37 minuti di corde rotte e amplificatori sfondati.

Il loro singolo di debutto, Love Buzz {Immagine di un bombo con un cuore} (scritta originariamente da Robbie van Leeuwen) fu definito così da una delle prime recensioni, da Everett True: “I Nirvana sono la bellezza incarnata. Un ritmo a-due-accordi da garage, che dona delle serie basi perché un mostro di chitarra ci possa urlare su’.”, descrivendo Love Buzz come “Edizione limitata: canzoni d’amore per i psicologicamente disturbati.”

La musica scaturita dall’album è grintosa, liberatoria, da’ l’impressione di un gruppo di ragazzi che, appena usciti da scuola si chiudono in garage a suonare e distruggere chitarre per liberarsi dello stress e della tensione accumulate in un ambiente a loro ostile.

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Il risultato è grezzo, senza manipolazioni o censure o modifiche, grunge puro. Praticamente, se il caro vecchio Frank’N’Furter avesse deciso di intraprendere una carriera musicale punk, con influenze di Black Sabbath e Ramones alle spalle, questo sarebbe il risultato.
Concludendo, Bleach è un album indubbiamente diverso dal sopravvalutatissimo Nevermind e anche da In Utero, ma non per questo minore di qualità. Esprime un sentimento diverso, più punk, per chi non ha paura di sporcarsi le mani. In questo caso, le orecchie.

Il 1989 è anche l’anno di rilascio del Gameboy e della caduta del Muro di Berlino per chi ha voglia di scrivere in caps “OH MIO DIO MI SENTO VECCHIO” nei commenti. Si, lo siete. Siete vecchi. E rompipalle. Cià.

“Vi asfissieremo tutti col gas.”

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Pochi giorni fa, a Betlemme, si è svolta una vicenda a dir poco inquietante. In un campo di rifugiati di Aida, in Palestina, un ufficiale si è appropriato di un altoparlante (o probabilmente un megafono) e ha pronunciato parole che hanno fatto accapponare la pelle a non pochi.

Ecco il link del video, con i sottotitoli in inglese.

Ecco la traduzione italiana:

“Gente del campo rifugiati di Aida, noi siamo l’esercito occupante. Continuate a lanciare pietre e useremo il gas contro di voi finché non morirete tutti. I bambini, i giovani, gli anziani, morirete tutti, non lasceremo in vita nessuno di voi. Abbiamo arrestato uno di voi, adesso è con noi, l’abbiamo preso dalla sua casa. Lo sgozzeremo uccidendolo davanti ai vostri occhi, se continuate a lanciare pietre. Tornate a casa o vi asfissieremo col gas finché non morirete. Le vostre famiglie, i vostri bambini, tutti. Vi uccideremo. Ascoltatemi, tornatevene a casa, è meglio per voi.”

L’ufficiale in questione è stato sollevato dal suo incarico.
Subito dopo il discorso, le forze israeliane hanno cominciato a lanciare gas lacrimogeni e sparare alla cieca nelle strade.

Il video, filmato con un telefono cellulare da Yazan Ikhlayel, documenta la reazione israeliana ad una manifestazione di dissenso contro l’occupazione militare di Israele in Palestina.
“La cosa che m’interessa di più è che la gente realizzi cos’è la “””democrazia””” israeliana guardando questo video” Ha dichiarato Ikhlayel al Middle East Eye. “Adesso l’hanno pure detto, hanno detto “noi siamo l’esercito occupante”. E’ la prova, questo è un paese oppresso, non è così democratico, dopotutto. E’ la prima volta che li sento dire una cosa del genere al megafono cosicché tutti possano sentirlo.”

Questo è solo un esempio di abuso di potere israeliano, la punta dell’iceberg, basta pensare a quanti fatti del genere potrebbero essere accaduti, senza l’ausilio di un sistema di registrazione. Questo non vuol dire assolutamente che soprusi e terrorismo del genere debbano essere ignorati. L’unica ragione per cui l’ufficiale è adesso sollevato dall’incarico è il fatto che sia stato registrato; ma molti israeliani non si fanno scrupoli a uccidere o fare sparire persone, purché sia fatto in segretezza.

“I ragazzi non accettano quello che stanno facendo i soldati.”-Continua Yazan con fierezza-“Protestano nelle strade ogni giorno, e non si fermeranno. Non hanno paura di loro. La protesta non finirà finché non finirà l’occupazione militare.”

In Israele, armi per tutti

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In Israele, armi per tutti

In questi ultimi giorni, in Israele, si è subito un drastico aumento al già grande numero di aggressioni, intese come sparatorie o accoltellamenti. Questo dato allarmante ha una ragione: il sindaco di Israele, Nik Barkat, ha recentemente dichiarato pubblicamente la sua intenzione che ogni cittadino Israeliano sia armato.

“Dato il forte aumento di violenza della situazione attuale, coloro con un’arma da fuoco dichiarata che sappiano cosa farci devono uscire con la loro arma – è un ordine. In qualche modo, è come un dovere militare.” Queste sono le parole di Barkat; rafforzate dal suo gesto, da molti contestato, del portare un fucile con sè per Gerusalemme Est, visitando un quartiere arabo. Secondo la politica Israeliana, a Barkat, essendo sindaco e quindi formalmente militare, è permesso portare un’arma da fuoco.

Il Primo Ministro Israeliano Benjamin Netanyahu, è stato costretto a rimanere in Israele dopo diversi episodi di violenza. In vista di questo, sperando di mettere fine ad attacchi ultra-nazionalisti, ha fortemente aumentato la presenza militare in Gerusalemme e in Cisgiordania. Ha anche dichiarato, in un discorso del 2006, “La verità è che, se Israele deponesse le armi, Israele cesserebbe di esistere. Se gli Arabi deponessero le armi, la guerra cesserebbe di esistere.”

Led Zeppelin I

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LED ZEPPELIN I

Ciao a tutti e benvenuti in questo spazio web, in cui tratterò personalmente ( o almeno proverò) a raccontarvi la storia, le curiosità e quel tipo di roba che volete sapere ma non avete mai osato chiedere su album vecchi, sconosciuti e antiquati, per la gioia della massa di hipster incollati a youtube come se fosse una flebo ospedaliera.

Quindi! L’album di cui parlerò oggi è Led Zeppelin, o come molti chiamano, Led Zeppelin I. Come si può intuire, i Led Zeppelin avevano davvero tanta fantasia nei nomi dei loro album.
Led Zeppelin I fu registrato a partire dall’Ottobre del 1968, e successivamente pubblicato nel 12 Gennaio del 1969 negli U.S.A e il 31 Marzo nel Regno Unito. Fu l’album di debutto di questa tanto famosa band BRITANNICA (Pensavate che lord del rock fossero americani, eh?), che formò un nuovo tipo di musica, unendo influenze Rock ad influenze blues, formando pezzi che altremodo sarebbero molto diversi dalle canzoni che oggi abbiamo il piacere di ascoltare, e che fu l’esordio dei Led Zeppelin, destinati a diventare una delle band più conosciute e amate della musica metal Rock di sempre.

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La copertina dell’album è un’immagine dell’artista anglosassone George Hardie, lo stesso che designò la cover di “The Dark Side Of The Moon”, ovvero “come mettere su’ un’interrogazione di scienze sugli spettri della luce dormendo durante la spiegazione”. La copertina rappresenta lo Zeppelin “LZ 129 Hindenburg”, che con 245 metri di lunghezza, 46, 8m di diametro e 112 tonnellate, si classifica al primo posto di oggetti volanti mai costruiti dall’umanità. Come confronto, un brontosauro è lungo sooolo 22 metri e pesante 15 tonnellate, ERGO il LZ 129 Hindenburg era lungo più di 11 brontosauri messi in fila, largo due e pesante otto. Pronto per la prova costume, quindi. Finito di costruire nel 1936, fu nominato come il Presidente della Germania di allora. Invece di scegliere come gas lievitante l’elio, fu scelto l’idrogeno, una scelta più economica e lievitante, ma anche molto più focosa (you know what i mean), dato che l’idrogeno è un materiale infiammabile.

Un gigantestico pallone aerostatico di 112 tonnellate, detto inaffondabile e riempito fino a scoppiare di idrogeno, COSA MAI POTREBBE ANDARE STORTO?

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Difatti, il 6 Maggio del 1937, alla fine di un normalissimo volo, lo Zeppelin prese fuoco, e ci volle meno di un minuto per trasformarlo in uno scheletro di metallo bollente, shockando l’America dell’epoca, come successe anni prima con l’Inaffondabile Titanic. Regola numero uno dei mezzi di trasporto inaffondabili: non costruirli.

Saltando nel tempo fino ad Agosto del 1968, James Patrick Page, o come tutti lo conosciamo, Jimmy Page, era rimasto l’unico membro rimanente dei Yardbirds. Rimasto da solo, con i diritti della band e avendo l’obbligo di fare una serie di concerti in Scandinavia, chiese a vari cantanti di collaborare con lui, e uno di essi consigliò Robert Plant, un cantante di Birmingham. Nonostante all’inizio Page considerasse la sua voce parecchio irritante, lo assunse, assieme al batterista John Bonham e al bassista John Paul Jones, e così nacquero i Le(a)d Zeppelin.

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Le influenze blues dei Yardbirds di Page, la voce unica di Plant, il basso trascinato di Jones e la grinta di Bonham, crearono un suono nuovo e innovativo. Led Zeppelin I fu’ volutamente registrato volendo ricreare la continuità di un live, riducendo così il tempo e le sovraincisioni e lasciando spazio all’improvvisazione, di cui le Zeppole erano maestri. L’intero disco fu’ registrato in meno di trenta ore, relativamente poco rispetto alla maggior parte delle bands di quell’epoca, che lavoravano per mesi prima del parto dell’arrivo di un nuovo album fiammante.

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Infatti, l’idea di Page era ricreare dei live in studio, con l’aggiunta di un secondo microfono.
Il suono veniva fuori, letteralmente orgasmico, come in una citazione di Plant:
“{Il suono} era così sensuale, osceno, aveva così tanto potere… era devastante.”

Le traccie dell’album sono le seguenti:
1- Good Times Bad Times
2- Babe I’m Gonna Leave You
3- You Shook Me
4-Dazed And Confused
5- Your Time Is Gonna Come
6-Black Mountain Side
7-Communication Breakdown
8-I Can’t Quit You Babe
9-How Many More Times

Una traccia che merita una menzione è Dazed and Confused, la quarta per ordine di track, con un assolo suonato con un archetto da violino, che dal vivo poteva protrarsi per ben mezz’ora. Mezz’ora. Mezz’ora senza mai stonare, ripetere le stesse note e con gli sguardi di un’intera platea puntati su di te. Social Award a Jimmy Page.

Un’altra assolutamente degna della sua fama è You Shook Me, un incrocio di scale blues di Page e armonica di Plant, dove la voce di Toph e la chitarra di Jim si incastrano perfettamente.
Communication Breakdown è un classico, il riff veloce è ormai uno dei più conosciuti nella storia, e con How Many More Times, il basso accattivante con l’aggiunta degli “scatti” di Page lo rendono un brano unico.
Plant scoraggiò comunque la critica musicale di allora a giudicare il suono esclusivamente Metal, date le numerose influenze della loro musica, come Folk, Blues, Acustica e Rock.

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Led Zeppelin I vinse diversi premi per la sua innovazione, come 5 dischi d’oro, 13 di platino e uno di diamante, e aprì la strada a centinaia di gruppi Rock, arrivando a posti davvero alti per un session man, un bassista mediamente popolare e un cantante e un percussionista quasi sconosciuti dal pubblico, entrati adesso nella storia del Rock.